Informativa e Trasparenza

PROFILO PROFESSIONALE: IL MEDIATORECREDITIZIO

È Mediatore creditizio il soggetto che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari previsti dal Titolo V del TUB con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma (cfr. art. 128-sexies, comma 1, del TUB).

Gli stessi possono svolgere esclusivamente l’attività appena indicata, nonché attività connesse o strumentali alla stessa e quelle definite compatibili dalla normativa (cfr. artt. 128-sexies, comma 3, del TUB e 17, comma 4-quater, del d.lgs. n. 141/2010).

I Mediatori creditizi svolgono la propria attività senza essere legati ad alcuna delle parti da rapporti che ne possano compromettere l’indipendenza (cfr. art. 128-sexies, comma 4, del TUB).

Si ricorda, inoltre, come l’attività di consulenza, finalizzata alla messa in relazione di banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela al fine della concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, integra attività di mediazione creditizia, come tale soggetta a tutti i vincoli di legge.

Per esercitare nei confronti del pubblico l’attività di Mediazione creditizia è necessario ottenere l’iscrizione in un apposito Elenco tenuto dall'OAM, previo possesso dei requisiti previsti dalla legge.

ATTIVITA’ COMPATIBILI
Sono compatibili, e dunque esercitabili da parte del Mediatore creditizio, l’attività di mediazione di assicurazione o di riassicurazione e quella di consulenza finanziaria, fermo restando i rispettivi obblighi di iscrizione nel relativo elenco, albo o registro (cfr. art. 17, comma 4-quater, del d.lgs. n. 141/2010).

DEROGHE
Non costituisce esercizio di mediazione creditizia (cfr. art. 12, comma 1, del d.lgs. n. 141/2010):

  • la promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti di finanziamento unicamente per l'acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con le banche e gli intermediari finanziari. In tali contratti non sono ricompresi quelli relativi al rilascio di carte di credito;
  • la promozione e la conclusione, da parte di banche, intermediari finanziari, imprese di investimento, società di gestione del risparmio, SICAV, imprese assicurative, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica e Poste italiane S.p.A. di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di pagamento;
  • la stipula, da parte delle associazioni di categoria e dei Confidi, di convenzioni con banche, intermediari finanziari ed altri soggetti operanti nel settore finanziario finalizzate a favorire l'accesso al credito delle imprese associate.

DIVIETI

  • Ai Mediatori è vietato concludere contratti ed effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito.

I Mediatori possono raccogliere le richieste di finanziamento sottoscritte dai clienti, svolgere una prima istruttoria per conto dell’intermediario erogante e inoltrare tali richieste a quest’ultimo (cfr. art. 13 del d.lgs. n. 141/2010).

 

DIPENDENTI E COLLABORATORI dei Mediatori
I Mediatori creditizi per l’esercizio della relativa attività nei confronti del pubblico possono avvalersi di dipendenti e collaboratori (cfr. art. 128-novies del TUB)

Tali dipendenti e collaboratori sono unicamente persone fisiche e non possono svolgere la propria attività contemporaneamente a favore di più soggetti iscritti (cfr. art. 128-octies, comma 2, del TUB).

I Mediatori creditizi trasmettono all'OAM l'elenco dei propri dipendenti e collaboratori di cui si avvalgono.

Tali soggetti devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità indicati nell’art. 128-septies, comma 1, lettere d) ed e), del TUB, ad esclusione del superamento dell’apposito esame.

REQUISITI DI PROFESSIONALITA’

  • titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di corso di durata quinquennale ovvero quadriennale, integrato dal corso annuale previsto per legge, o un titolo di studio estero ritenuto equipollente a tutti gli effetti di legge (si segnala che con la Circolare n. 10/13 l’OAM ha previsto e introdotto le disposizioni inerenti la prosecuzione dell’attività di agenzia in attività finanziaria e di mediazione creditizia da parte di soggetti iscritti nei precedenti elenchi tenuti da Banca d’Italia e privi di un diploma di scuola superiore di durata quinquennale);
  • frequenza ad un corso di formazione professionale nelle materie rilevanti nell'esercizio dell'agenzia in attività finanziaria.


I dipendenti e collaboratori dei Mediatori creditizi non devono superare l’esame. Sono, tuttavia, tenuti a superare una prova valutativa (salvo l’esonero per effetto del regime transitorio, v. oltre) i cui contenuti sono stabiliti nella Circolare OAM n. 5/12.

I Mediatori creditizi rispondono in solido dei danni causati nell'esercizio dell'attività dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate.

Tassi effettivi globali medi

Per maggiori informazioni:

Trasparenza Bancaria

La normativa sulla trasparenza disciplina le relazioni fra gli intermediari bancari e finanziari e la clientela nella fase precontrattuale, al momento della conclusione del contratto e nel corso dello svolgimento del rapporto. In questo modo vengono realizzate anche, a livello microeconomico, forme di tutela degli utenti dei servizi bancari.

E’ consigliabile che il cliente legga e valuti attentamente, prima di aderire ad un contratto, le offerte e la documentazione messa a disposizione dagli intermediari bancari e finanziari per conoscere i propri diritti e le modalità per esercitarli in maniera corretta ed efficace.

La normativa di riferimento è costituita dal Testo Unico Bancario (TUB), dalle delibere del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR) e dalle Istruzioni di vigilanza emanate dalla Banca d’Italia. Le regole riguardano i prodotti bancari tradizionali (conti correnti e altre forme di deposito, finanziamenti e strumenti di pagamento) e prevedono:

- Pubblicità (art. 116, comma 1, TUB)
I tassi d’interesse, i prezzi, le spese per le comunicazioni alla clientela e ogni altra condizione economica relativa alle operazioni e ai servizi offerti (compresi gli interessi di mora e le valute applicate per l’imputazione degli interessi) devono essere pubblicizzati in tutti i locali della banca aperti al pubblico. Per le operazioni di finanziamento, comunque denominate, deve essere pubblicizzato il TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) . Le principali informazioni sono contenute nei fogli informativi messi a disposizione del pubblico.

- Forma e contenuto dei contratti (art. 117 TUB)
I contratti devono avere forma scritta e una copia deve essere consegnata ai clienti. Nel caso d’inosservanza della forma prescritta il contratto è nullo e la nullità può essere fatta valere solo dal cliente. I contratti devono inoltre indicare: il tasso d’interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora.

- Modifiche unilaterali delle condizioni - Jus variandi (art. 118 TUB)
Nei contratti di durata può essere prevista la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto qualora sussista un giustificato motivo; la clausola contrattuale che contiene tale facoltà per la banca deve essere specificamente approvata per iscritto dal cliente. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità definite dalla legge.

Per variazione s’intende la modifica di clausole previste dal contratto; è escluso che le modifiche comportino l’introduzione di “nuove” clausole. Inoltre, se nel contratto è previsto che un tasso d’interesse sia indicizzato alla variazione di parametri oggettivi tali variazioni non comportano una modifica ai sensi dell’art. 118 TUB. La modifica s’intende approvata se il cliente non recede dal contratto entro sessanta giorni. Se recede, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all'applicazione delle condizioni praticate in precedenza. Le variazioni contrattuali per le quali non sono osservate tali regole sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente.

Quando le variazioni dei tassi d’interesse dipendono dalle decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori sia quelli creditori e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente.

- Comunicazioni periodiche (art. 119 TUB)
Nei contratti di durata (quelli cioè destinati a regolare un rapporto nel tempo con una serie di prestazioni e controprestazioni, come ad esempio il conto corrente) le banche e gli intermediari finanziari forniscono per iscritto al cliente, alla scadenza del contratto e in ogni caso almeno una volta l’anno, una comunicazione completa e chiara in merito allo svolgimento del rapporto. Per i conti correnti è rimessa al cliente la scelta della periodicità dell’invio dell’estratto conto (annuale, semestrale, trimestrale o mensile). Il contenuto dell’estratto conto o di ogni altra comunicazione periodica deve intendersi approvato dal cliente trascorsi sessanta giorni dal loro ricevimento.

- Decorrenza delle valute (art. 120 TUB)
Gli interessi sui versamenti presso una banca di denaro, assegni circolari emessi dalla stessa banca e assegni bancari tratti sulla stessa succursale presso la quale è effettuato il versamento sono conteggiati con la valuta del giorno in cui è effettuato il versamento e sono dovuti fino a quello del prelevamento.

- Calcolo degli interessi (art. 120, comma 2, TUB)
Nei contratti bancari la produzione degli interessi sugli interessi (cd. anatocismo) è ammessa a condizione che le banche rispettino le regole di trasparenza e correttezza fissate dal CICR (si veda delibera CICR 9 febbraio 2000) e che sia prevista la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi derivanti sia dalle operazioni a debito sia da quelle a credito. Guida Arbitro Bancario Finanziario Il documento riporta la guida all'Arbitro bancario Finanziario a cui il cliente può rivolgersi per la definizione stragiudiziale delle controversie.

Guida all'Arbitro Bancario Finanziario
http://www.aliantemoney.it

Guida al consumatore
http://www.aliantemoney.it

Verifica

della documentazione necessaria al Cliente per l’invio della domanda di finanziamento, nel rispetto delle normative e della privacy.

Canalizzazione

diretta delle pratiche all’Istituto bancario/di credito che è più adeguato per la concessione del finanziamento.

Supporto

alla predisposizione della documentazione contrattuale e assistenza al Cliente in tutte le fasi pre e post contrattuali.