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MANCATA CHIUSURA CONTO CORRENTE

Nell’ottobre 2008 il Sig. Alessandro, apriva un conto corrente presso un Istituto.

Nel giugno 2014 riceveva una comunicazione con la quale veniva invitato a recarsi presso lo sportello per l’esecuzione degli obblighi di adeguata verifica, con l’avvertenza che, in caso contrario, sarebbe stata avviata la procedura di chiusura del conto.
Infatti, l'art. 23 del d.lgs. n. 231 del 21 novembre 2007 dispone che “Quando gli enti o le persone soggetti al presente ricorso non sono in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela stabilitidall’articolo 18, comma 1, lettere a), b) e c), non possono instaurare il rapporto continuativo né eseguire operazioni o prestazioni professionali ovvero pongono fine alrapporto continuativo o alla prestazione professionale già in essere e valutano se effettuare una segnalazione alla UIF, a norma del Titolo II, Capo III”.
Il cliente, che non aveva più interesse a proseguire il rapporto, decideva di non inoltrare quanto richiesto e  attendere la chiusura del conto corrente che presentava un saldo positivo.
Pochi mesi dopo, sollecitato nuovamente, comunica la chiusura del c/c acceso assieme alle coordinate bancarie presso le quali trasferire il saldo positivo residuo.

Pensando che tutto si fosse risolto,  si stupisce quando, qualche mese dopo, viene avvisato che, il conto, che credeva estinto, presentava invece un saldo negativo ed esortato quindi a regolarizzare immediatamente la posizione, per non dar seguito al recupero coatto da parte del competente ufficio legale dell'istituto. A nulla sono servite le successive numerose richieste di chiarimenti e tanto meno le telefonate al servizio cliente.

Lo Studio Omnia Service ha provveduto quindi a presentare reclamo all'intermediario, chiedendo lo storno del saldo negativo, la restituzione della disponibilità presente in conto al momento della comunicazione di chiusura e, ovviamente l'immediata chiusura del rapporto.

In mancanza di riscontro, è stato presentato formale ricorso al Collegio dell'Arbitro Bancario Finanziario competente, che, riunendosi, ha innanzitutto invitato l’intermediario ad uniformare la propria condotta ai principi più volte espressi dall’ABF in tema di chiusura dei rapporti bancari, provvedendo al soddisfacimento delle richieste rivolte dalla clientela nei termini temporali e senza che possa costituire ostacolo al soddisfacimento di tali richieste, anche la presenza di una saldo negativo sul conto corrente.

Ovviamente l'Intermediario ha provveduto alla chiusura immediata del rapporto, stornando contestualemente il saldo negativo e restituendo la disponibilità presente sul conto al momento della richiesta di chiusura.
 

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