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RITARDO NELLA CHIUSURA DEL CONTO CORRENTE

Avevamo già parlato dei tempi 12 giorni stabili dalla legge necessari per trasferire il conto corrente a un altro istituto.

L'entrata in vigore delle legge sulla portabilità dei conti, obbliga le banche e gli istituti di pagamento, anche le Poste, ad adottare una procedura semplice e rapiida nel trasferimento delle giacenze presenti in conto corrente, nonchè di tutti gli ordini di pagamento (es. bollette) e/o di accredito (es. stipendio) che non deve superare 12 giorni lavorativi, dalla richiesta scritta fatta dal cliente e senza spese.

Dal 14 giugno scorso, è in vigore anche il Decreto che ha inserito nel Testo Unico Bancario un articolo ad hoc (126 septiesdecies), che prevede il diritto ad un indenizzo a favore del cliente, se la banca non rispetta i tempi previsti dalla legge per il trasferimento.

Ovvero 40 Euro, a cui si aggiunge una cifra variabile, da quantificare in maniera proporzionale ai giorni di ritardo a alla giacenza presente sul conto corrente,  calcolata in base al tasso massimo ai fini dell'usura, emanato trimestralmente dalla Banca D'Italia.

Hai deciso di cambiare conto corrente? Ecco come fare!

Recati nella banca o nell'istituto di pagamento scelto per aprire il nuovo conto e chiedi assistenza per avviare la portabilità, compilando con cura la richiesta di trasferimento, assieme alla domanda di chiusura del vecchio conto ed individuando la data di passaggio, ovvero il giorno in cui i servizi di pagamento e il saldo devono essere attivi sul conto corrente.

Ci vorranno 12 giorni e, in caso di ritardo l'indennizzo di 40 euro sarà automatico!

Hai bisogno di consulenza? Hai chiesto la portabilità del conto ma sono passati più di 12 giorni ed non è ancora stata effettuata?

La vecchia banca, ha ritardato nella portabilità del conto e non ti ha versato l'indennizzo?

Contattaci subito al n. 0437 932970

 

QUANTO COSTA IL RILASCIO DELLA COPIA DELLA DOCUMENTAZIONE ALLA BANCA O ALLA FINANZIARIA

Se hai smarrito gli estratti conto o i contratti con la banca o con una finanziaria è tuo diritto chiederne e ottenerne una copia.

L'istituto deve fornire la documentazione entro un tempo congruo, non superiore ai 90 giorni dalla presentazione della richiesta. Il cliente, dal canto suo, può esigere solo gli estratti conto degli ultimi 10 anni.

Ma a che costo? La banca può pretendere il rimborso per la spesa per la produzione delle copie della documentazione?

Certo, ma il rimborso deve proporzionato e contenuto. All’istituto di credito sono infatti, certamente dovuti, i costi per la ricerca, produzione e L'invio della documentazione, ma non per questo possono essere addebitate al cliente spese troppo elevate, così da pregiudicargli la possibilità di difendersi.

Il Collegio dell'Arbitro Bancario Finanziario di Milano, nella Decisione del Marzo scorso, ha stabilito un massimo di 20 euro che la Banca/Finaziaria può chiedere al cliente per il rilascio della copia della documentazione.

Ovviamente questo è anche il caso degli eredi che vogliano esaminare la lista delle operazioni eseguite sul conto dal titolare ormai deceduto, onde scongiurare eventuali prelievi illegittimi e non autorizzati, fatti da parenti cointestatari o delegati alla firma qualche giorno prima della morte dell’intestatario.

Secondo il Collegio ABF sarebbe illeggitima e contraria alla legge la pratica adottata da alcuni Istituti di applicare al cliente una tariffa forfettaria a "singolo foglio" . Il rimborso è infatti dovuto solo a "unico documento", inteso come, per esempio, il contratto completo di conto corrente o l'estratto conto completo di tutte le operazioni degli ultimi 10 anni. Non è giustificabile quindi applicare  il costo di 10 euro per la riproduzione di ogni singola pagina, ma l'addebito è riferito al documento completo e non potrà essere superiore a  20 euro.

Lo stesso Garante della privacy, intervuto sul medesino argomento, ha determinato adeguato un tetto di 20 euro per il rimborso delle spese per la ricerca e la riproduzione in caso di richiesta di accesso ai dati personali.

La Decisione infine, stabilisce anche che, il cliente non dovrà pagare al momento della richiesta della documentazione, ma solo alla consegna.

Richiedi una consulenza su questo argomento

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MANCATA CHIUSURA CONTO CORRENTE

Nell’ottobre 2008 il Sig. Alessandro, apriva un conto corrente presso un Istituto.

Nel giugno 2014 riceveva una comunicazione con la quale veniva invitato a recarsi presso lo sportello per l’esecuzione degli obblighi di adeguata verifica, con l’avvertenza che, in caso contrario, sarebbe stata avviata la procedura di chiusura del conto.
Infatti, l'art. 23 del d.lgs. n. 231 del 21 novembre 2007 dispone che “Quando gli enti o le persone soggetti al presente ricorso non sono in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela stabilitidall’articolo 18, comma 1, lettere a), b) e c), non possono instaurare il rapporto continuativo né eseguire operazioni o prestazioni professionali ovvero pongono fine alrapporto continuativo o alla prestazione professionale già in essere e valutano se effettuare una segnalazione alla UIF, a norma del Titolo II, Capo III”.
Il cliente, che non aveva più interesse a proseguire il rapporto, decideva di non inoltrare quanto richiesto e  attendere la chiusura del conto corrente che presentava un saldo positivo.
Pochi mesi dopo, sollecitato nuovamente, comunica la chiusura del c/c acceso assieme alle coordinate bancarie presso le quali trasferire il saldo positivo residuo.

Pensando che tutto si fosse risolto,  si stupisce quando, qualche mese dopo, viene avvisato che, il conto, che credeva estinto, presentava invece un saldo negativo ed esortato quindi a regolarizzare immediatamente la posizione, per non dar seguito al recupero coatto da parte del competente ufficio legale dell'istituto. A nulla sono servite le successive numerose richieste di chiarimenti e tanto meno le telefonate al servizio cliente.

Lo Studio Omnia Service ha provveduto quindi a presentare reclamo all'intermediario, chiedendo lo storno del saldo negativo, la restituzione della disponibilità presente in conto al momento della comunicazione di chiusura e, ovviamente l'immediata chiusura del rapporto.

In mancanza di riscontro, è stato presentato formale ricorso al Collegio dell'Arbitro Bancario Finanziario competente, che, riunendosi, ha innanzitutto invitato l’intermediario ad uniformare la propria condotta ai principi più volte espressi dall’ABF in tema di chiusura dei rapporti bancari, provvedendo al soddisfacimento delle richieste rivolte dalla clientela nei termini temporali e senza che possa costituire ostacolo al soddisfacimento di tali richieste, anche la presenza di una saldo negativo sul conto corrente.

Ovviamente l'Intermediario ha provveduto alla chiusura immediata del rapporto, stornando contestualemente il saldo negativo e restituendo la disponibilità presente sul conto al momento della richiesta di chiusura.
 

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PRESTITI A PENSIONATI - LA SOLUZIONE GIUSTA PER TE!!!

I PRESTITI TRAMITE CESSIONE DEL QUINTO DELLA PENSIONE sono dei finanziamenti erogati da banche e finanziarie, dedicati esclusivamente ai titolari di pensioni di anzianità o vecchiaia erogate da INPS, INPS ex INPDAP e altri enti.

La rata verrà trattenuta mensilmente dal cedolino pensionistico direttamente dall'ente; sarà conseguentemente più semplice ottenere la liquidità desiderata e potrà accedere auesto tipo di finanziamento anche chi ha problemi di protesto o segnalazioni come cattivo pagatore.

Tuttavia è bene ricordare che esistono dei limiti di età,  entro il quale si deve aver terminato di rimborsare il finanziamento, che  a seconda dei criteri dei vari istituti di credito, si aggira attorno agli 85 anni.

Per legge è prevista la sottoscrizione di una polizza assicurativa rischio vita, necessaria a coprire il debito residuo in caso di morte prematura dell’intestatario del finanziamento, che rappresenta anche una forma di tutela per i familiari del cliente. Se l'intestatario del finanziamento muore, le rate del quinto non andranno a pesare sulla sua famiglia ma saranno invece totalmente a carico della compagnia assicurativa.

Il costo della polizza rischio vita varia a seconda dell'età e del sesso del richiedente ed è compreso nella rata.

L'importo della rata, da verificare previa apposita dichiarazione dell'ente pensionistico, non può superare il quinto dello stipendio netto e la durata, salvo i limiti di età già menzionati, può arrivare fino a 10 anni. Potrà essere estinto anticipatamente in qualsiasi momento.

I documenti necessari per ottenere questo tipo di finanziamento sono:

  • documento d’identità;
  • codice fiscale;
  • cedolino della pensione;
  • modello OBIS M;
  • Certificazione Unica;

L’Inps ha stipulato con alcune banche e società finanziarie delle apposite convenzioni che permettono ai pensionati di usufruire di tassi agevolati rispetto a quelli di mercato

A tutela del consumatore, e prima di rilasciare apposito Benestare di conferma, l’Inps verifica che sussistano determinate condizioni, quali  la verifica dei tassi di interesse applicati siano sotto il ‘tasso-soglia’ anti usura, l'applicazione dei tassi fissati dall'eventuale convenzione e la presenza della polizza assicurativa.

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Messaggio Promozionale - Fogli informativi in sede -

Anastasio Monica è collabatore di Aliante Money Srl - Mediatore Creditizio OAM  M188

“La Aliante Money S.r.L è una società di Mediazione Creditizia iscritta al n. M188 dell’ OAM – Organismo Agenti e Mediatori e provvede alla messa in contatto della clientela con Banche ed Intermediari Finanziari per la concessione dei finanziamenti.
I relativi contratti si perfezionano solo con il successivo consenso delle Banche o Intermediari Finanziari eroganti, ai quali resta riservata la valutazione del merito delle operazioni e la loro successiva approvazione. La Aliante Money S.r.L pertanto non garantisce l’effettiva erogazione del finanziamento richiesto, le condizioni e i tempi dell’operazione del finanziamento che possono variare in base al profilo del richiedente.”

 

PRESTITI E MUTUI A CATTIVI PAGATORI E PROTESTATI

PROTESTATI e CATTIVI PAGATORI: considerati da molti l'identica situazione. Si tratta invece di circostanze ben diverse, soprattutto nelle modalità, nei tempi e nella possibilità di accedere ad un finanziamento .

In questo periodo di crisi,  può risultare facile trovarsi iscritti nelle liste dei cattivi pagatori o dei protestati. In questa condizione chiedere un mutuo o un prestito agli istituti creditizi diventa difficile se non impossibile. Ma come si diventa cattivi cagatori o protestati?

Nel momento in cui si è intestatari di un finanziamento e si hanno difficoltà nel pagamento delle rate, saltando una o più scadenze senza successivamente regolarizzare la posizione debitoria, avviene una segnalazione presso le centrali  rischi, conosciute come centrale dei cattivi pagatori.  La cancellazione da queste liste avviene secondo differenti tempistiche, ed  i dati raccolti  in queste centrali sono consultabili dagli istituti di credito durante la fase di istruttoria del mutuo o del prestito così da verificare la reputazione creditizia del cliente.

Da un punto di vista creditizio, i cattivi pagatori non hanno una posizione completamente compromessa: in alcuni casi possono ottenere un mutuo anche con la segnalazione di cattivi pagatori. L'iter per la riabilitazione, inoltre, non risulta essere eccessivamente complicata.

La posizione dei protestati, invece, è irrimediabilmente compromessa. Questo stato perdura fino a quando non si  ottiene la riabilitazione, che in alcuni casi, può essere una procedura complicata e dispendiosa. L'elenco dei protestati infatti è tenuto  nelle Camere di Commercio e, per alcune situazioni, è necessario l'intervento del Tribunale affinché venga riconosciuto lo stato di "non più protestato".


Vediamo in cosa differiscono le due posizioni e qual è il processo da intraprendere.


Cattivo pagatore:

Come già detto, lo status del cattivo pagatore è meno grave del protestato, per cui la sua situazione risulta essere meno complicata da risolvere.

Si può diventare "cattivo pagatore" in due modi:

per uno o più ritardi nei pagamenti
per non aver pagato una o più rate

Nel caso in cui la motivazione risieda nel ritardo dei pagamenti, la cancellazione dovrebbe avvenire di ufficio, solitamente dopo 12 o 24 mesi. Il suddetto periodo è deciso in base al numero delle rate non pagate.

Nel caso in cui il motivo non sia un ritardato pagamento, ma il non aver corrisposto una o più rate, in questo caso si parla di CREDITO CEDUTO prima di richiedere la cancellazione dalle black list è necessario versare la cifra dovuta e attendere i tempi previsti per la cancellazione.

In questa condizione, prima di richiedere un mutuo o un prestito personale,  sarebbe meglio provvedere a richiedere la cancellazione dalla centrali rischi.

Alcune banche tuttavia hanno una tolleranza maggiore verso i cattivi pagatori e accettano un certo numero di ritardi nel pagamento delle rate. Il numero delle possibilità di rinvii è prefissato e varia da banca a banca.  La media comunque si attesta a tre.
In questo caso è necessario chiedere le condizioni applicate dalla banca e controllare se questa prevede la possibilità per un cattivo pagatore di accendere un mutuo e verificare quanti ritardi vengono tollerati.

Per quanto riguarda i prestiti personali, difficilmente è possibile individuare un istituto diposto a concedere un finanziamento.

L'unica strada, se si è dipendenti o pensionati, potrebbe essere la Cessione del Quinto dello Stipendio.

Protestati:

Il protestato è colui che ha subito un protesto. Si ha un protesto quando un pubblico ufficiale constata e dichiara che non è avvenuto il pagamento di una cambiale o di un titolo di credito. La persona protestata ha firmato cambiali senza saldarle oppure ha emesso assegni non coperti.

Nel momento in cui un assegno, una cambiale o un titolo di credito viene presentato per il pagamento ma viene rifiutato, un ufficiale giudiziario o un notaio accertano o la mancata accettazione del titolo di credito o il mancato rimborso. Il protesto, quindi, è un vero e proprio atto pubblico che attesta l'impossibilità o il rifiuto di saldare un debito contratto tramite cambiale o assegno. I nomi dei protestati vengono iscritti nel Registro Informatico dei Protestati.

E' molto raro, se non impossibile, che una banca conceda un mutuo e tanto meno un prestito ad un protestato, soprattutto in questo periodo, in cui sono state attuate delle restrizione dell'offerta di credito. E' necessario quindi attendere i tempi previsti per legge e provedere ad ottenere la riabilitazione.

Come per i cattivi pagatori, la Cessione del Quinto potrebbe essere l'unica strada da percorrere per ottenere della liquidità, sempre a condizione di essere dipendente o pensionato.

Per ulteriori informazioni e/o preventivi chiama il n. 0437 932970 o invia un email a : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Verifica

della documentazione necessaria al Cliente per l’invio della domanda di finanziamento, nel rispetto delle normative e della privacy.

Canalizzazione

diretta delle pratiche all’Istituto bancario/di credito che è più adeguato per la concessione del finanziamento.

Supporto

alla predisposizione della documentazione contrattuale e assistenza al Cliente in tutte le fasi pre e post contrattuali.